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C.I. nell’uomo

La Cistite Interstiziale nell’uomo

Come per le donne, anche l’uomo ha difficoltà ad avere una diagnosi accurata di CI, ma per ragioni diverse da quelle femminili. I sintomi della CI somigliano molto a quelli di una prostatite cronica non batterica o prostatodinia. Sebbene in questi ultimi anni sia aumentato l’interesse del mondo urologico per la CI (si è sempre d’altronde pensato che fosse una malattia eslusivamente femminile), gli urologi raramente prendono in considerazione di eseguire i test diagnostici che confermerebbero la presenza di CI nel paziente maschio. Anche qualora la CI venga diagnosticata, è difficile per l’uomo accettare di avere una condizione e un disturbo che colpisce prevalentemente le donne. Uno studio interessante di un urologo, in un sondaggio fatto su 50 pazienti uomini affetti da CI, fece emergere un dato sconcertante e cioè che prima che venisse fatta una esatta diagnosi, erano stati visitati da una media di 3,3 medici. Questi dati sorpresero molto perchè, mentre le donne generalmente si rivolgono prima al medico generico, poi al ginecologo e solo successivamente all’urologo, l’uomo si reca per prima cosa dall’urologo.

Se un uomo ha sintomi cronici del basso tratto urinario come urgenza, frequenza, dolore e/o bruciore durante la minzione (stranguria), flusso urinario ridotto cioè deve spingere per urinare (disuria), o un senso di svuotamento incompleto dopo aver urinato, pressione e/o tensione sovrapubica e/o dolore cronico vescicale, scrotale, testicolare, bruciore o dolore durante l’eiaculazione e non risponde alle terapie standard come antibiotici, analgesici, farmaci antinfiammatori , anti-colinergici o alfa-bloccanti, può veramente pensare di avere la Cistite Interstiziale. In ogni caso sono validi tutti i sintomi descritti nella pagina “SINTOMI“. I sintomi sono presenti tutti contemporaneamente solo nei casi più severi!

E’ molto importante per il paziente maschile ottenere un accurato iter diagnostico che comprenda test di laboratorio, colture uretrali e prostatiche, altri specifici esami correlati alla sintomatologia, un esame urodinamico accurato, una idrodistensione ed una cistoscopia in narcosi. Questo iter esclude altre patologie che possono sussistere nel maschio e confermerà la presenza o meno della CI. Un ulteriore beneficio è quello che in più della metà dei pazienti che si sottopongono a questa procedura, l’idrodistensione può far regredire i sintomi per un periodo che va dai 4 ai 6 mesi.
Possono essere così escluse altre malattie che danno sintomi simili a quelli della CI. Questi comprendono: infezioni del tratto urinario, prostatiti batteriche, cancro della vescica, problemi renali, tubercolosi, malattie sessualmente trasmesse, cistite da radiazioni, malattie neurogene e ipertrofia prostatica benigna (BPH).

Tutti i pazienti affetti da una possibile CI che hanno una ematuria evidente o risultante da un esame microscopico, dovrebbero sottoporsi a cistoscopia, citologia urinaria e biopsia della vescica per esaminare qualunque lesione sospetta per essere sicuri che non ci sia un carcinoma della vescica che si nasconda dietro i sintomi della PBS/IC.
Sembrerebbe che in assenza di microematuria e in presenza di una citologia negativa, il rischio di non diagnosticare un cancro sia insignificante anche se non proprio uno zero assoluto

Non c’e’ alcuna evidenza scientifica che nel tempo la stessa CI/PBS sia associata ad un rischio piu’ elevato di cancro della vescica o di trasformazione dei sintomi in cancro rispetto alle persone non affette da CI .

CI ED EREZIONE
La CI non sembra causare problemi di erezione ma può comunque contribuire all’eiaculazione dolorosa ed una normale attività sessuale può essere penalizzata da dolore o dalla sua anticipazione. L’esperienza suggerisce che uomini trattati farmacologicamente con successo per la CI, riprendono ad avere una normale vita sessuale inclusa erezione ed eiaculazione.

CI E PROSTATITE
Molti studi condotti all’Università di Washington e al Tufts New England Medical Center suggeriscono che molti uomini che sono diagnosticati per prostatite cronica non batterica o prostatodinia potrebbero realmente avere la CI e, se trattati con farmaci utilizzati specificatamente per il trattamento della CI, tendono a stare meglio piuttosto che se trattati come per la prostatite. Se vuoi saperne di più clicca su: www.aispep.it

TRATTAMENTI
I trattamenti standard per gli uomini sono simili a quelli usati per le donne. C’è inoltre una lista di strategie “naturali” che possono far regredire i sintomi sia per l’uomo sia per la donna come ad esempio la dieta alimentare, alcune norme comportamentali di Auto Aiuto e così via. Fino ad ora non è stato individuato un trattamento identico che agisca per tutti i pazienti indifferentemente. Ogni paziente necessita di un trattamento diverso, “influenzato” da molteplici e complessi componenti caratterizzati dal quadro clinico, funzionale, sintomatologico ed istopatologico. I sintomi possono regredire quasi completamente fino quasi a sparire del tutto nella maggior parte dei pazienti. E’ ovviamente importante arrivare quanto prima ad una diagnosi corretta affinché venga instaurata il prima possibile una terapia adeguata.

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